Una confessione personale

... amavo davvero, nell'ambito delle "Scienze dello spirito", di fatto solo ciò che riuscivo a far mio, non soltanto  perché lo capivo, ma perchà lo sentivo pure come mio: a cominciare da Socrate, le cui parole, anche se per bocca di Platone, dialogavano con me nel linguaggio sospeso dell'autocoscienza, come se mi risuonassero dentro e fossi io stesso a pensarle e a pronunciarle facendole emergere dal silenzio e rituffandole subito dopo nel silenzio."

Entrare in un museo era per me come entrare in un luogo di morte in cui stavano esposti una serie infinita di cadaveri che potevano forse venire resuscitati attraverso abbondanti iniezioni di cultura specifica, ma molto difficilmente  dalla mia coscienza personale.

La soggettivizzazione dell'oggetto dalla tradizione alla modernità

Il punto-zero di questa progressiva decostruzione viene toccato con la dissoluzione stessa dell'oggetto operata dall'arte astratta e, ancor più, da quella informale

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